1 Dicembre 2021
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Cos’è il Sanctus nella Messa Cattolica?

Il Sanctus (Santo, Santo, Santo) divenne parte integrante della Preghiera Eucaristica (La Preghiera di Ringraziamento) sia nella chiesa orientale che in quella occidentale da prima dell’anno 400 d.C. Il Sanctus forma la conclusione della parte variabile della preghiera chiamata Prefazio.

Il suo testo è composto da due parti, entrambe ispirate alla Scrittura. Le due si concludono con la frase: “Osanna nell’alto dei cieli”.

La giustapposizione delle due parti evidenzia due aspetti molto diversi di Dio. La prima parte si concentra sullo stupore e la sorpresa di fronte alla maestà divina, e nella seconda, l’umiltà di Gesù, Dio fatto uomo.

“Santo, Santo, Santo Signore, Dio di potenza e potenza, il cielo e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome
del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli”.

Santo è il nome stesso di Dio. Più che una semplice qualità morale di Dio, indica la qualità infinita stessa dell’essere divino: Lui solo è Santo (Lev. 11:44), e allo stesso tempo è l’unico “fonte di ogni santità” (EP II).

La prima sezione di questa preghiera evoca l’immagine di Dio come un Essere trascendente seduto nel suo trono con la liturgia incessante raccolta intorno a Lui, proprio come lo troviamo descritto nel libro del profeta Isaia e nell’Apocalisse. Nella descrizione di Isaia, egli stesso viene iniziato al carisma della sua vocazione attraverso un’impressionante visione celeste: “Nell’anno in cui morì il re Uzzia, vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato, con lo strascico della sua veste che riempiva il tempio. Sopra di esso stavano i serafini; ognuno di loro aveva sei ali: con due si velavano il volto, con due si velavano i piedi e con due si libravano in alto. “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti! gridavano gli uni agli altri. “Tutta la terra è piena della sua gloria!” Al suono di quel grido, il telaio della porta tremò e la casa si riempì di fumo. Allora dissi: “Guai a me, sono condannato! Perché sono un uomo dalle labbra impure, che vive tra un popolo dalle labbra impure; eppure i miei occhi hanno visto il re, l’Eterno degli eserciti!” (Isaia 6:1-5)

Alla fine di questa scena, uno dei serafini prende un bastone infuocato che era stato preso dall’altare e consuma il peccato di Isaia, purificando le sue labbra.

Il veggente del libro dell’Apocalisse subisce un’esperienza simile, facendo deliberatamente allusione al passo di Isaia:
“Subito fui preso in spirito. Un trono era là nel cielo, e sul trono sedeva uno il cui aspetto scintillava come diaspro e corniola. Intorno al trono c’era un’aureola brillante come uno smeraldo. Intorno al trono vidi altri ventiquattro troni sui quali sedevano ventiquattro anziani, vestiti di abiti bianchi e con corone d’oro sul capo.
Dal trono provenivano lampi, rimbombi e scrosci di tuono. Sette torce fiammeggianti bruciavano davanti al trono, che sono i sette spiriti di Dio. Davanti al trono c’era qualcosa che assomigliava ad un mare di vetro come il cristallo. Al centro e intorno al trono, c’erano quattro creature viventi coperte di occhi davanti e dietro. La prima creatura assomigliava a un leone, la seconda era come un vitello, la terza aveva una faccia come quella di un essere umano, e la quarta sembrava un’aquila in volo. Le quattro creature viventi, ciascuna con sei ali, erano coperte di occhi dentro e fuori. Giorno e notte non smettevano di esclamare: “Santo, santo, santo è il Signore Dio onnipotente, che era, che è e che viene”. (Apoc. 4:2-8)

La seconda parte del Sanctus ha la sua origine nell’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Il brano contiene una descrizione dell’immagine sorprendente di un Dio umile che arriva nella Città Santa montato su un asino tra le grida di lode del popolo che si rallegra dell’arrivo della sua salvezza:
“Quando si avvicinarono a Gerusalemme e giunsero a Betfage, sul monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro, “Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina legata e un puledro con lei. Slegateli e portateli qui da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il padrone ne ha bisogno”. Allora egli li manderà subito”. Questo accadde perché si adempisse ciò che era stato detto attraverso il profeta: “Di’ alla figlia Sion: “Ecco, il tuo re viene a te, mite e cavalca un’asina e un puledro, il puledro di una bestia da soma””. I discepoli andarono e fecero come Gesù aveva ordinato loro. Portarono l’asina e il puledro e vi stesero sopra i loro mantelli, ed egli vi si sedette sopra. La folla molto numerosa stendeva i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li spargevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva continuavano a gridare e a dire: “Osanna al Figlio di Davide; benedetto colui che viene nel nome del Signore; osanna nell’alto dei cieli”.(Mt. 21:1-9)
L’apparente contraddizione nelle descrizioni di Dio nelle due parti del Sanctus è il risultato della natura profetica della prima e della natura escatologica della seconda. Gesù appare come l’umile profeta che viene in una città dove sarà rifiutato e giustiziato. Ma è anche l’araldo di Dio che proclama una nuova era, e che cambia tutto il cosmo quando distrugge la falsa distinzione che l’uomo aveva fatto tra il puro e l’impuro. Entra nel Tempio ed espelle i cambiavalute che avevano trasformato la casa di Dio in un covo di ladri. Se il popolo non avesse cantato le sue lodi, sicuramente lo avrebbero fatto le stesse pietre (Lc. 19,40).

Nella celebrazione dell’Eucaristia, memoriale sacramentale della morte del Signore, il popolo cristiano offre a Gesù le stesse lodi che il popolo gli offrì nel suo ingresso a Gerusalemme, quando andò a vivere la Passione.

Il Sanctus era cantato frequentemente da tutta l’assemblea liturgica sia nei primi secoli che nel Medioevo. Carlo Magno diede ordine che il Sanctus fosse cantato sia dai chierici che dai fedeli nella sua Admonitio generalis, scritta per il suo regno nell’anno 789.

Il Prefazio, e il Sanctus in particolare, sono una parte della messa che più dovrebbe essere cantata. Alla luce di questo fatto, dobbiamo ricordarci della norma liturgica, non sempre osservata: “Nella scelta delle parti da cantare, si cominci con quelle che sono per loro natura di maggiore importanza, e specialmente quelle che devono essere cantate dal sacerdote o dai ministri, con il popolo che risponde, o quelle che devono essere cantate dal sacerdote e dal popolo insieme. Le altre parti possono essere aggiunte gradualmente secondo che sono proprie del solo popolo o del solo coro”. (Musicam Sacram, 7) Ritorno

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Qual è lo scopo del Sanctus?

Il Sanctus (“Santo, Santo, Santo”) è la più importante di tutte le acclamazioni del popolo nella Messa. Deve essere un’allegria, un grido gioioso di ringraziamento e di lode a Dio. Viene alla fine della preghiera del prefazio, dove il sacerdote ha elencato i motivi per lodare e ringraziare Dio.

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Che cosa è Sanctus e Benedictus nella messa?

Inno di lode cantato o pronunciato alla fine del Prefazio in molte liturgie eucaristiche, compreso l’Ordinario della Messa cattolica romana.

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Che cosa è l’Agnus Dei nella messa cattolica?

L’Agnus Dei è il nome latino con cui viene onorato l'”Agnello di Dio” nella Messa Cattolica Romana e, per estensione, nelle altre liturgie cristiane che discendono dalla tradizione latina.

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Dove si trova il Sanctus nella Bibbia?

Il Sanctus si trova nella parte della Comunione del servizio divino. Il testo proviene dalla visione del cielo di Isaia (Isaia 6) e dalla visione del cielo di Giovanni nell’Apocalisse (Apocalisse 4) e include una frase del Vangelo della Domenica delle Palme, “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”.

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Cosa significa la parola Sanctus?

Un antico inno cristiano di adorazione cantato o detto immediatamente prima della preghiera di consacrazione nelle liturgie tradizionali.

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Chi ha scritto Sanctus?

Bach
Bach scrisse il Sanctus per un’esecuzione il giorno di Natale del 1724. La caratteristica più evidente del Sanctus è l’uso da parte di Bach di combinazioni di tre in tutto il pezzo. Per esempio: Il testo inizia con 3 affermazioni della parola “Sanctus” (santo).

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Perché è importante l’Agnus Dei?

Agnus Dei, (latino), inglese Lamb of God, designazione di Gesù Cristo nell’uso liturgico cristiano. … Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, concedici la pace!” Si colloca tra il Padre Nostro e la Comunione e suona i temi del sacrificio e dell’adorazione.

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Cos’è il mistero della fede che si dice durante la Messa?

Il Mistero della Fede è un’acclamazione eucaristica, tipicamente cantata, subito dopo le parole di istituzione che trasformano il pane e il vino nel corpo e nel sangue di Cristo durante una Messa Cattolica di Rito Romano.

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Quali sono i segni della Chiesa cattolica?

Le parole uno, santo, cattolico e apostolico sono spesso chiamate i quattro segni della Chiesa.

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Quali sono i cinque testi cantati preghiere dell’Ordinario della messa?

L’Ordinario della messa impiega testi che rimangono gli stessi per ogni messa. Quelli cantati dal coro sono, nella messa latina, il Kyrie, il Gloria, il Credo, il Sanctus (talvolta diviso in Sanctus e Benedictus), e l’Agnus Dei, anche se le intonazioni del Gloria e del Credo sono…

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Quando è stato scritto il Sanctus?

Bach scrisse il Sanctus per un’esecuzione il giorno di Natale del 1724. La caratteristica più evidente del Sanctus è l’uso da parte di Bach di combinazioni di tre in tutto il pezzo. Per esempio: Il testo inizia con 3 affermazioni della parola “Sanctus” (santo).

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Come si chiama la preghiera Sanctus?

Il Sanctus
Pubblicato da Jared Staudt il 20 maggio 2020. Il Sanctus, la preghiera che inizia la preghiera eucaristica o anafora, fa eco all’inno angelico: “Santo, santo, santo!”. È una delle più antiche preghiere eucaristiche, con parti che risalgono alla Didaché del I secolo: “Osanna al Dio (Figlio) di Davide!

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Quali sono i 5 canti tipicamente inclusi in una messa?

L’Ordinario è composto da cinque parti: Kyrie (Signore abbi pietà di noi….), Gloria (Gloria a te….), Credo (Credo in Dio Padre….), Sanctus (Santo, Santo, Santo….) e Agnus Dei (O Agnello di Dio…). Le parole della messa che non sono dell’Ordinario sono chiamate il Proprio.

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Quanto è antico il Sanctus?

Il testo del Sanctus è la parte più antica della Messa nella Chiesa Cattolica e fu aggiunto tra il I e il V secolo. Il suo scopo è quello di concludere il Prefazio della Messa e appare anche nell’inno del VI secolo, “Te Deum”.

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Che periodo è l’Agnus Dei?

L’Agnus Dei è stato introdotto nella messa latina dalla Chiesa orientale nel VII secolo ed è fondamentalmente…… …

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